OSSERVATORIO SULLA QUALITA' DELLA VITA

METODOLOGIA

Il livello della qualità della vita è misurato sulla base di quattro aree tematiche: Benessere, Cultura, Economica e Sociale.
A ciascuna area è assegnato lo stesso peso in quanto ogni area è stata resa omogenea alle altre attraverso la costruzione di settori “pesati” di cui si compongono. Ogni settore tematico è descritto, a sua volta, da un numero di indicatori che lo qualificano.
Tale processo consente di sviluppare un indicatore di sintesi per ciascun settore e, successivamente, uno secondo indicatore di area che scaturisce all’aggregazione degli indicatori di sintesi dei settori ad essa riferiti. Successivamente, dal monitoraggio degli indicatori di sintesi di ciascuna area si ottiene l’indicatore della Qualità della vita.
Più in generale, la descrizione è tanto più ricca quanto maggiore è il numero di indicatori, anche se in qualche caso è stato necessario sacrificare questa ricchezza per questioni di responsabilità dei dati, ad esempio quelli ottenibili in tempi troppo lunghi.
Gli anni descritti sono quelli che vanno dal 2008 al 2017 inclusi. Gli indicatori vengono analizzati esaminando le oscillazioni tra il massimo ed il minimo del periodo considerato. Per il calcolo della qualità della vita si sono raccolti, divisi nelle aree esaminate, i valori iniziali dei dati che vengono successivamente aggregati con un primo trattamento che ne riduce il numero a circa 200. Questi ultimi dati vengono poi trasformati in indicatori tra loro omogenei, attraverso l’applicazione ad ogni serie storica, di una funzione di utilità crescente o decrescente a seconda che l’indicatore esprima o meno una qualità o un disagio. L’intervallo all’interno del quale si collocano gli indicatori è 0-100, dove lo “zero” rappresenta il risultato peggiore e il “100” il migliore del periodo preso in esame. All’interno di questo intervallo si evidenziano le variazioni dell’indicatore.
Con questo metodo si ottengono valori di utilità, in cui il senso di variazione concorda sempre con la comune concezione di qualità: essi diminuiscono quando la qualità scende aumentano quanto la qualità cresce. L’attribuzione dei pesi è certamente un’operazione soggettiva. Si è scelto di assegnare Peso 3 a quei settori che riguardano: il Lavoro, la Salute, il Benessere Economico e la Sicurezza; Peso 2 a quelle che riguardano: l’Ambiente, l’Assistenza, l’Istruzione, il Terziario e il Disagio; Peso 1 alle altre: Mobilità, Popolazione, Tempo libero e Abitazione.
Per esaminare la dipendenza del risultato dalle variabilità dei pesi in parola si è fatto uso della cosiddetta analisi si sensitività: essa serve per stabilire entro quali intervalli di variazione dei pesi (rispetto ai valori loro attribuiti) l’ordinamento delle alternative (che nel nostro caso sono gli anni tra il 2008 ed il 2017) rimane stabile.
Ciò è fatto variando artificialmente un peso (sia in aumento, sia in diminuzione rispetto al valore iniziale) e mantenendo invariati tutti gli altri.
I risultati di quest’analisi, fatta sul complesso dei dati di quest’anno, ci permettono di dire che le affermazioni contenute nelle pagine che seguono presentano una certa robustezza, nel senso che i risultati (le valutazioni dell’Osservatorio) non sono troppo dipendenti dal percorso logico seguito e dai pesi attribuiti ai vari settori.